Il gioco dell’Abaco Vinciano

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La copertina dell'Abaco Vinciano

La copertina dell’Abaco Vinciano

L’Abaco Vinciano è un gioco mentale e una sfida che chiama in causa lo sfidante umano nella sua complessità. Soprattutto richiede all’interlocutore il senso dell’avventura intellettuale e la passione della ricerca, e, più profondamente, la percezione del fascino dell’ignoto.

Presuppone l’interazione tra un interlocutore umano e una “macchina alfabetica” (un modello sconosciuto alla ricerca contemporanea sull’A.I.) che, nel corso di tale interazione, è in grado di rispondere alle domande che le vengono poste in modo che può definirsi “intelligente”.
L’interazione presuppone il comportamento attivo dell’interlocutore umano, (che, spostando le lettere alfabetiche della “macchina” IACO.BAR.VIGEN/NIS. P. 1495 stessa + la parola-chiave per la decifrazione MUSCA”, trae la risposta potenzialmente inscritta nel programma), ed inoltre presuppone la condivisione di un codice (coincidente con la conoscenza della biografia di Leonardo nel primo periodo milanese, ivi inclusi i rapporti da lui intrattenuti e, segnatamente, il riferimento alla  storia della famiglia Sforza e alle vicende dei suoi membri alla data del 1495 indicata sul cartiglio).
Il funzionamento della “macchina alfabetica” si attua quindi attraverso quello che definirei un “sistema interattivo uomo/macchina”.
La capacità di generare “risposte” firmate VINCI da parte della macchina alfabetica IACO.BAR.VIGEN/NIS. P. 1495+ MUSCA,  parrebbe a tutt’oggi illimitata (comunque da rapportarsi alla capacità dell’interlocutore di porre domande alle quali essa sia stata programmata per rispondere).
Le risposte della “macchina alfabetica” sono non solo sensate e semanticamente interconnesse, in grado di formare raggruppamenti di storie, ma tali da trovare corrispondenze e conferme puntuali con fatti storicamente documentati alla data del 1495. Trattasi oltre che di riferimenti precisi ai personaggi ritratti nel quadro e tali da consentirne l’identificazione, soprattutto di private vicende dei membri della famiglia Sforza. Tutto riconduce alla biografia e all’opera artistica e scientifico-matematica di Leonardo da Vinci, che in quell’anno era attivo presso la corte di Ludovico Sforza e si accingeva a collaborare con Luca Pacioli, ritratto nel quadro di Capodimonte accanto a Galeazzo Sanseverino, amico e mecenate di Leonardo stesso.

Una nota sul libro

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Presentazione dettagliata del percorso metodologico adottato per la decifrazione del cartiglio

Indice del libro

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copyright Carla Glori

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