Decifrazioni e soluzioni 2013

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Queste proposizioni, a prima vista incoerenti, sono indubbiamente suscettibili d’una giustificazione crittografica o allegorica; questa giustificazione è verbale e però, ex hyphotesi, già figura nella Biblioteca. Non posso immaginare alcuna combinazione di caratteri dhcmrlchtdj che la divina Biblioteca non abbia previsto…

Jorge Luis Borges, La biblioteca di Babele

Un giallo storico e un diario segreto in codice

Il documento presenta una parte delle  decifrazioni relative alla storia della famiglia Sforza e alle personali vicende dei suoi componenti che ruotano attorno al giallo della morte di Gian Galeazzo, tralasciando le frasi decifrate relative a Luca Pacioli, ai poliedri e al Pittore stesso.

Pur trattandosi di “costruzione linguistica artificiale” generata dal programma della “macchina alfabetica” del cartiglio e non di linguaggio naturale, l’insieme delle frasi e la trama sforzesca che esse intrecciano danno luogo a una sorta di “diario segreto” fatto di frammenti, storicamente documentato e permeato di vitalità e suggestioni letterarie.
La condivisione della conoscenza della storia anche privata della famiglia Sforza – che in questo caso rimanda all’idea di codice come sistema organico di simboli e riferimenti che consente trasmissione del messaggio e sua comprensione – è essenziale per la decifrazione.
Come in una rappresentazione teatrale, un’abile regia segreta fa interagire i protagonisti e li fissa al loro destino.
Al centro il giallo della morte di Gian Galeazzo Sforza, scene dal suo funerale e i personaggi della famiglia Sforza “fotografati” in modo da renderli riconoscibili o identificati col loro nome.

Premessa e criteriLa scritta in chiaro e la storiaDecifrazioni 2010/13148 soluzioni
Lascio ai diversi futuri (non a tutti)
il mio giardino dei sentieri che si biforcano
…..
…nessuno pensò che libro e labirinto fossero una cosa sola.

Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano

I criteri della ricerca (vedi in basso per la versione estesa)

Le frasi decifrate dal cartiglio di Capodimonte corrispondono ai criteri fissati dalla ricerca:

  • loro conformità a documenti e testimonianze storiche alla data del 1495
  • coerenza con il contesto testuale organico formato dal loro insieme
  • le frasi decifrate sono in maggioranza composte dalle lettere “IACO.BAR.VIGEN/NIS” più la parola chiave “MUSCA”, lasciando a parte “P. 1495”, ma alcune frasi assumono anche la lettere “P”, facente parte della scritta ed apposta dal pittore un po’ più distanziata, quasi ad isolarla dalle altre lettere. Trattasi di “espansione” della ricerca attualmente in via di consolidamento, in cui la “P” viene considerata quale “lettera jolly” in funzione di ulteriori sviluppi. Ciò è avvenuto ad esempio con maggiore frequenza nelle frasi riferite al pittore stesso, al matematico Pacioli e per tutte quelle frasi riferite all’atto del ritrarre e all’opera d’arte, per lo più qui con riferimento al ritratto di Bianca Sforza, essendo la “P” del cartiglio da intendersi come “Pictus” o anche “Pinxit”.
  • la presenza in tutte le frasi decifrate della parola “Vinci” è imprescindibile e costituisce la costante distintiva di un codice unitario, che imprime il sigillo di autenticità a ciascuna frase appartenente all’insieme formato come sopra (il quale consta al presente di circa 200 frasi).
  • le decifrazioni facenti parte di questo primo campione di 72 frasi si riferiscono:
    a. alla mosca del cartiglio
    b. alla vicenda della morte e del funerale di Gian Galeazzo Sforza
    c. a suo zio il Moro
    d. agli Aragona, con riferimento ad Isabella d’Aragona
    e. al mago di corte Ambrogio da Rosate
    f. a Galeazzo Sanseverino (l’allievo), braccio destro e genero del Moro
    g. ai luoghi di Vigevano (dove è ambientato il dipinto) frequentati da Leonardo nel 1494-95 (Rocca Nuova, Roggia Mora, la “Mora”)
  • nella seconda parte, costituita da un campione di 76 frasi, compaiono i membri degli Sforza con i loro nomi e le vicende famigliari documentate alla data del 1495:
    a. Gian Galeazzo, Duca legittimo usurpato
    b. il “Buratto” col motto “tal a ti qual a mi”, sua Impresa personale
    c. la vedova Isabella d’Aragona in Gramaglie
    d. Isabella vedova incinta e perseguitata
    e. il Moro e la moglie Beatrice d’Este
    f. le due Duchesse rivali, Isabella e Beatrice
    g. Bianca Sforza, promessa sposa di Galeazzo Sanseverino per la quale lo sposo commissiona il ritratto di nozze a Leonardo
    h. la descrizione di quel ritratto che coincide con il ritratto della Gioconda
I criteri della ricerca - VERSIONE ESTESA

 

IACO.BAR/VIGEN/NIS.  P.  1495

Illustris Augustus* Comes BAR. VIGievinENsis (o anche VIGiEviNe*)/ NIS., laddove NIS posto a capo sta per Nominatio Imperialis Sfortiae (o anche Nominatione Imperiale Sfortiae),  ma che può essere letto pure come Nepotis Interrupti SuccessorPictus 1495
NB*Vigievine: abitualmente usato da Leonardo per denominare Vigevano
*Anglus, cioè conte di Angleria, per il duca Sforza è più mirato di Augustus e ricorre anch’esso – al pari di Augustus e Augustissimus – nei documenti: conte di Angera o Angleria e discendente di Anglo, figlio di Enea (come da tradizione facente capo a Giangaleazzo Visconti). Più pertinente si rivela tale termine per il Pacioli, che  chiama appunto Anglo Ludovico il Moro (“quando a li stipendii dello eccellentissimo duca di quello, Ludovico Maria Sforza Anglo, ci retrovamo nelli anni de nostra salute 1496, fin  al ’99”).

Traducendo:
Illustre Augusto Co-reggente (cioè luogotenente generale e tutore) duca di BARI. VIGEvaNense (o anche VIGEvaNo) / NIS., laddove NIS posto a capo sta per Nomina Imperiale dello Sforza (o anche: per la Nomina Imperiale dello Sforza), ma può essere letto pure come  Successore del Nipote Ucciso. Dipinto nel 1495

NB: Nella data “1495” l’ambiguità nella scrittura del 5 (che parrebbe ibridato col 4) trova una spiegazione nel fatto che il biennio 1494/95, coincidente con la presa del potere del Moro, fu anno di transizione ed assume pertanto valore emblematico.
Nella ricerca compare pure un approfondimento connesso alla sacralità violata del 5 (numero avente valenza “divina” per il Pacioli) in relazione ai fatti del biennio, connessi alla morte di Gian Galeazzo Sforza.

Il 1945: anno dell'investitura di Ludovico il Moro

L'allievo è Galeazzo Sanseverino e veste alla moda milanese della prima metà del 1490
Il giostratore Sanseverino e il ritratto del Musico: la somiglianza e il simbolico fuso

Verifica le soluzioni cliccando qua sopra

IACO.BAR. VIGEN/NIS. P. 1495 (più la parola-chiave “MUSCA”)

diventa

ROGAS ABACUM SINE  VINCI – (P.1495)
traducibile come
(tu, Pacioli) CHIEDI (soluzioni) ALL’ABACO SENZA VINCI – (P.1495)
cioè da solo, senza di me – Vinci – mentre sto facendo  il ritratto

È la prima decifrazione operata nel 2010,  qui resa nell’interpretazione più immediata e concreta, poiché la frase si presta a vari livelli di interpretazione (data  anche la complessità implicata nel termine “ABACO”). Pacioli era maestro d’abaco e per il Pittore tale parola assume una pluralità di significati estesi anche all’ambito artistico e all’idea di “enigma” (come da saggio datato 2010 “Il misterioso ritratto di Luca Pacioli”)

ROGAS ABACUM in ultima istanza si rivela qui l’invito che il pittore fa a chi cerchi la soluzione all’enigma racchiuso nel cartiglio e nell’opera.

Una spiegazione logica per l'enigma
La mosca del cartiglio, parola chiave per la decifrazione
Il grande assente Gian Galeazzo Sforza, soprannominato Agnello
Gli Aragona
Il Mago Ambrogio da Rosate
Galeazzo Sanseverino, l'allievo
I luoghi di Vigevano citati storicamente documentati e la presenza in loco del Moro e di Leonardo
Gian Galeazzo, Duca legittimo usurpato
Isabella d'Aragona vedova e madre perseguitata
Beatrice d'Este: “l'altra Duchessa” nell'anno di transizione 1494/95
Bianca Sforza, promessa sposa di Galeazzo Sanseverino

 

Nota preliminare

copyright Carla Glori

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