La ricerca

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Il percorso per scoprire l'identità e il luogo (breve sintesi)
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Identikit di una Sforza

particolare

ricami

La Gioconda è una Sforza: la prova nel nodo dell’Ambrosiana

Il disegno sforzesco della scollatura fatto con tre motivi del logo
dell’“Accademia Leonardi”

Già a far data dal 2006, nella pubblicazione del Louvre Au coeur de la Joconde (pagina 72), il ricamo della scollatura della Gioconda, unitamente al primitivo colore verde-marrone dell’abito, veniva associato ai nodi del “filo d’oro” e al colore degli “intrecci vegetali” della Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano, decorata da Leonardo nel 1498, ma la similitudine era addotta in generale e senza riferimento all’identità della modella.
La ricerca porta la prova empiricamente verificabile che il disegno del ricamo sulla scollatura della Gioconda è ispirato alla moda dei “vinci”, lanciata da Beatrice d’Este nel 1493, e che è strettamente connesso al clima culturale-artistico della corte sforzesca nell’arco 1493/99 del primo soggiorno milanese di Leonardo.
La prova è scientifica e dimostra che il ricamo sulla scollatura dell’abito è sforzesco, tramite sovrapposizione grafica dei tre motivi individuati nel disegno vinciano del logo dell’Accademia 9596b del 1497/99 circa, che, assemblati, risultano essere costitutivi del ricamo stesso, ricostruendone fedelmente il disegno.

Il ricamo sulla scollatura della Gioconda risulta composto “montando insieme” in una sintesi tre motivi estrapolati dalla labirintica concatenazione a filo continuo del “logo dell’Accademia” della Biblioteca Ambrosiana di Milano, come “assemblandoli” nella decorazione dell’abito. Il ricamo sulla scollatura richiama quindi inequivocabilmente il primo periodo milanese e in particolare la “moda dei vinci” in voga presso la corte sforzesca, diffusa in vari campi, e che improntò l’atmosfera culturale in cui venne concepito il “logo dell’Accademia”(*).

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VB002606 – Italia, XV-XVI secolo. Nodi Vinciani, realizzati tra il 1497 e il 1500 da un anonimo incisore milanese su disegni di Leonardo da Vinci. Incs 9596 b. © Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana – VERSO

VB002606 - Italia, XV-XVI secolo. Nodi Vinciani, realizzati tra il 1497 e il 1500 da un anonimo incisore milanese su disegni di Leonardo da Vinci. Incs 9596 b. © Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana – RECTO

VB002606 – Italia, XV-XVI secolo. Nodi Vinciani, realizzati tra il 1497 e il 1500 da un anonimo incisore milanese su disegni di Leonardo da Vinci. Incs 9596 b. © Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana – RECTO

 

 

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Dettaglio della scollatura della Gioconda (dal documento More than a Popular Plank: the Shape and Subtle...

Dettaglio della scollatura della Gioconda (dal documento More than a Popular Plank: the Shape and Subtle…

I motivi del ricamo dell'abito rispettivamente corrispondenti a quelli sopra evidenziati

I motivi del ricamo dell’abito rispettivamente corrispondenti a quelli sopra evidenziati

 

 

Una prima domanda chiave: che cosa ci fa il disegno dei nodi vinciani  – tipico della moda sforzesca in voga presso la corte milanese tra il 1493 / 1499 – riprodotto esattamente come sul bordo del disegno dell’Accademia di Leonardo (databile nello stesso periodo), sulla scollatura del vestito di una dama o “firentina” o di una qualunque altra Corte della penisola?

La mia risposta: non esiste ragione che possa giustificare la duplicazione esatta da parte di Leonardo del motivo dei “nodi vinciani” e di altri due motivi decorativi del tutto simili anch’essi reperibili sul disegno dell’Academia Leonardi, notoriamente legati al clima culturale, artistico e alla moda della Corte sforzesca, su un abito di una dama o “firentina” o di altra Corte della penisola.

Analisi di un dettaglio dell’abito che, unitamente ad altri elementi, ha consentito l’identificazione di Bianca Sforza
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(…) La moda dei “vinci” alla Corte di Milano iniziò per fini decorativi (applicati poi da Beatrice d’Este alle sue creazioni stilistiche) intorno al 1492. Abiti decorati con le fantasie dei “vinci” fecero la loro apparizione al matrimonio di Bianca Maria con l’imperatore Massimiliano nel 1493, evento dopo il quale divennero la moda dominante alla Corte di Milano.
Anche i nodi che si ripetono sul filo dorato che si intreccia alle fronde nella Sala delle Asse (la cui datazione rimanda al 1498) richiamano questa moda: Kemp li interpreta come “intreccio unitario analogo a quello che lega insieme gli amanti, come pure un giocare sulla parola vincere (trionfare su)”.
Se ne può concludere che tutto converge a focalizzare l’attenzione sul primo periodo milanese di Leonardo. Il motivo disegnato sulla scollatura della Gioconda riconduce chiaramente ad una moda in auge presso la Corte di Milano e al periodo mediamente databile tra il 1493 e il 1499 e tale considerazione ha una decisiva importanza.
Leonardo aveva quindi formato una esile collana di nodi/crocine sottotraccia lungo tutto il bordo della scollatura, minutamente abbozzate, a malapena percepibili entro il gioco intersperso del ricamo lieve sulla fine arricciatura del corpetto. L’ esile e preziosa decorazione stava a significare un lavoro accurato dell’artista destinato a restare pressoché in ombra. Perché riservare tanta accuratezza e finezza di lavorazione per qualcosa che a malapena e solo con una insistita concentrazione dell’attenzione poteva essere visto? Questo lasciava supporre che quella collana di piccoli nodi apportasse in sé una qualche potenziale “informazione”, che rimandava in ultima istanza alla dinastia degli Sforza.
Una scoperta offriva una decisiva conferma e una ulteriore chiave di lettura per quei piccoli “nodi in collana”: infatti sui bordi esterni del “labirintico” disegno vinciano concepito quale logo per l’Accademia (databile intorno al 1495), si possono osservare i medesimi nodi della scollatura della Gioconda, i quali, resi leggermente più geometrici, assumono distintamente la forma di piccole croci.
Questa percezione di quei “nodi” a croce, forse riconducibile alla “istoria” e al tragico destino di quella giovane donna degli Sforza, si aggiungeva alla lettura tradizionale dei nodi vinciani (intesi come “legature d’amore”, come “vincere” o trionfare su colui che è avvinto, oppure come decorazioni seducenti alla moda ovvero come virtuosismi geometrici).(…)
Se ne poteva quindi dedurre
– la precisa datazione (coincidente col primo periodo milanese, segnatamente tra il 1493-1499)
– il riferimento a un luogo determinato (la Corte sforzesca di Milano)
Restava aperto un interrogativo: stante la molteplicità delle valenze simboliche e delle applicazioni in uso, quale l’interpretazioni da attribuirsi ai “vinci” leonardeschi disegnati sulla scollatura della Gioconda?(…)

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Anche il motivo con concatenazioni a spirale sull’orlo della scollatura della Gioconda riprende analogo motivo sul bordo della circonferenza del medaglione centrale del logo dell’Accademia, e inoltre nodi e concatenazioni simili compaiono nella decorazione della Sala delle Asse.

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Le 9 coordinate
Annotazioni sulla coordinata Aurea – l'arco nascosto di Leonardo
La mappa delle acque alle spalle della Gioconda

Vari studi e contributi sul paesaggio

Copyright Carla Glori e Ugo Cappello

Vai al libretto degli 11 punti

Alcuni esempi:

Tesi V: Bianca Sforza e il soprannome “La Gioconda”
Punto IX: Leonardo vela e svela al contempo l’identità di Bianca
Il primo e l'ultimo punto della tesi

Copyright Carla Glori e Ugo Cappello

La storia in pillole

Una testimonianza sul leggendario pozzo dei coltelli

La nota di Heidelberg
Dettagli architettonici alle spalle della Gioconda (articolo pubblicato su Tafter il 10/09/2012)

Copyright Carla Glori e Ugo Cappello

 

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