Carla Glori

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I miei “sentieri interrotti”

Per Heidegger ogni sentiero in quanto cammino della ricerca umana è, a un tempo, via e sviamento, avanzamento e smarrimento. Ma ciascuno di essi ha una destinazione: il “cuore del bosco”.
A schematici cenni biografici preferisco una nota, anch’essa breve, per meglio riassumere tratti e senso del mio “viaggio”.
Affascinata dalla visione (oggi eclissata) dell’“uomo universale” del Rinascimento (incarnato nei miei studi da Leonardo), ho inteso ampliare alla dimensione del femminile – alla futura “donna universale” – questa idea, cercando di tradurla nel lavoro letterario e saggistico e, soprattutto, nel campo della ricerca in arte. Al “soggetto femminile” sono dedicati molti miei scritti, e proprio dall’”enigma femminile” racchiuso nella Gioconda origina la complessa tesi contenuta in due libri, (Cappello, Savona, 2011 e 2012), che perviene alla sua identificazione in Bianca Sforza.
Il concetto di humanitas ha improntato l’iniziale formazione filosofico-pedagogica e i percorsi di ricerca (da allieva, a fine anni ’70, del pedagogista della “ricerca come antipedagogia” Francesco de Bartolomeis). Nei miei scritti letterari (pubblicati e non) questo ideale – oggi reso obsoleto e avversato – permane vivo come la brace sotto la cenere.
La visione della totalità – declinata nell’aspirazione contemporanea alla “teoria del tutto”, che segnò  pure la ricerca di Leonardo,“genio universale” del Rinascimento  –  è bandita nel multiverso contemporaneo, diviso in universi paralleli, e parcellizzata dalla frantumazione dei saperi/poteri. L’umano e l’ideale di humanitas è ridotto a merce ed eclissato da apparati artificiali e macchinali.
Anche se dall’inizio del millennio – a far data dal poema “Umana Commedia/Human Comedy” – il viaggio si è trasformato nella corsa di una fuggiasca tra pezzi rovinanti di un mondo, vorrei credere ancora a quello che  ha scritto Herbert  Marcuse “, (il mio secondo punto di riferimento negli anni ‘80), nell’ultima pagina del suo libro-testamento “La dimensione estetica”: “L’orizzonte della storia è ancora aperto”.
La ricerca in arte, coi suoi “sentieri interrotti” che mirano al “cuore del bosco”, resta per me la via per ricomporre l’infranto e la verità; e la letteratura rappresenta la sfida per far rinascere la Fenice dalle sue ceneri.
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